Cronaca 

Pedopornografia online, il 64enne arrestato è già libero: «Non sapevo che quei file andassero in rete»

Il gip revoca la misura in carcere: per il pensionato di Marassi resta l’accusa di detenzione di materiale illecito, esclusa al momento la diffusione volontaria

«Sono un accumulatore seriale di file, scarico di tutto. Non so perché ho preso anche quei filmati, ma non volevo condividerli, per questo li tenevo in un hard disk esterno. Voglio essere curato». Così si è difeso davanti al giudice il pensionato di 64 anni finito in manette dopo il blitz della polizia postale, che lo aveva sorpreso mentre scaricava materiale pedopornografico.

Il gip ha deciso di non convalidare la custodia in carcere, accogliendo la richiesta del suo avvocato, Michele Ispodamia. Secondo la ricostruzione della difesa, l’uomo non sarebbe stato consapevole che il programma usato per ottenere i video dal web li rendeva automaticamente disponibili ad altri utenti, trasformando il semplice download in condivisione sulla rete.

Alla luce di questi elementi, il giudice ha ritenuto che, allo stato, possa essere contestata solo la detenzione del materiale, mentre la diffusione consapevole non risulterebbe provata. A favore del 64enne pesa anche il fatto che sia incensurato e che tutti i dispositivi elettronici in suo possesso siano stati sequestrati, circostanza che – secondo il magistrato – riduce il rischio che il reato possa ripetersi.

Diversa la posizione della procura: la pm Patrizia Petruzziello aveva chiesto la custodia cautelare in carcere e il trasferimento dal penitenziario di Marassi a quello di Pontedecimo. Gli investigatori della polizia postale erano arrivati all’uomo monitorando la rete e lo avevano raggiunto in casa mentre stava ancora scaricando e – secondo l’accusa – mettendo in condivisione online video e foto di abusi su minori.


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